Grande la partecipazione di pubblico variegato, appassionato e qualificato, che nei suoi interventi ha dimostrato grande sensibilità e competenza ma anche molta preoccupazione per il destino delle Gualchiere di Remole a poche ore dalla scadenza del bando.

I relatori hanno sottolineato come “l’importanza storico-culturale-identitaria ed economica del bene costituisca una ricchezza e non un problema che il Comune di Firenze ha cercato di risolvere mettendo all’asta al miglior offerente per 2,2 milioni”.
In particolare Franco Cardini ha posto in evidenza il valore inestimabile dell’opificio che rappresenta 700 anni di storia strettamente legata alle fortune di Firenze; “il suo valore non può essere riconducibile ad un prezzo commerciale; il bene deve restare nella sfera dell’intera comunità e quindi, da riservare all’ambito pubblico”.

Guido Vannini ha detto che non siamo di fronte ad un monumento ma ad “un ecosistema culturale a cui fece riferimento anche lo studioso francese delle le civiltà e dei cambiamenti a lungo termine, Fernand Braudel. Visitando le Gualchiere sull’Arno negli anni ’80, le definì “l’insediamento pre-industriale più importante d’Europa”.

Leonardo Rombai, nell’affrontare il tema più contemporaneo assegnatogli “Gualchiere di Remole: 700 anni di Storia, 50 anni di progetti e 1 mese per venderle”, ha ripercorso i decenni passati elencando i vari progetti, mai considerati, elaborati dal Comune di Firenze e da altri soggetti.
Pietro Laureano nella veste di presidente dell’ICOMOS (UNESCO) ha indicato le possibili strade del recupero di un bene del genere con progetti, peraltro già sperimentate con successo in altre parti del mondo, creando sviluppo e ricchezza per le comunità locali.

In collegamento Skype da Londra Michael Carrington, membro della Maria Nobrega Foundation che finanzia in accordo con Unesco, progetti che hanno come obiettivo di promuovere la rigenerazione sostenibile, ha fatto riferimento alla lettera del Sindaco Dario Nardella al Principe di Galles riconfermando l’interessamento del Principe Carlo in persona per la creazione di una “task force” dedicata a ricercare insieme ai comuni interessati un’idonea soluzione di recupero.

“La perseveranza tutta inglese di Carrington nel continuare a credere che il Sindaco Nardella rispetti ciò che ha scritto al Principe è apparsa all’assemblea un paradosso in aperto contrasto con il bando d’asta emesso, rendendo legittima la richiesta da più parti auspicata di annullare l’intero procedimento” così il gruppo “Vie Nuove”, che in forza delle istanze emerse dal Convegno, ha accettato di proseguire il percorso di sensibilizzazione, aggregazione e azioni che andrà avanti indipendentemente dall’esito del bando.