Dopo anni di urbanizzazione accelerata, che ha provocato l’esodo dalle campagne e la crescita spropositata dei centri urbani con enormi problemi di traffico, inquinamento e condizioni di vivibilità, la Cina affronta il problema della rivitalizzazione dei villaggi rurali. Non possiamo dire se si tratti di un’inversione di tendenza dalla città alla agricoltura ma i segnali in questo senso si susseguono da qualche tempo. Ho potuto verificarlo in un recente convegno mondiale organizzato in Cina dal 2 al 10 aprile dalla prestigiosa Tsinghua University di Pechino che ha riunito, insieme ai massimi studiosi cinesi, i più importanti esperti mondiali nella conservazione del patrimonio per discutere le implicazioni teoriche e le possibilità pratiche di ritorno ai villaggi. Ha suscitato grande interesse la mia esperienza del recupero di Matera e la sua vittoria a Capitale Europea della Cultura per il 2019. La vicenda di Matera, da vergogna nazionale italiana ad esempio di successo internazionale, è stata innescata dall’iscrizione nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO che realizzai nel 1993 e dalla nuova immagine che l’interpretazione della città, elaborata per la candidatura, ha determinato. L’attenzione si è focalizzata sul metodo di lettura di Matera come ecosistema geniale per la gestione delle risorse acqua, suolo ed energia basato sulla nuova concezione del paesaggio che l’UNESCO in quegli anni iniziava ad elaborare. La Cina, oggi il secondo paese al mondo dopo l’Italia per siti iscritti all’UNESCO, ha compreso l’importanza strategica delle iscrizioni come fattore di valorizzazione e progresso e sta enormemente spingendo nella formazione in questo settore e l’apertura d’istituti UNESCO nel paese. Differenze di concezione teoriche che nel passato avevano tenuto distanti le posizioni UNESCO dalla realtà cinese sono oggi superate proprio nella nuova visione del Paesaggio.

La teoria del patrimonio ha avuto una costante evoluzione dall’esaltazione del monumento come creazione geniale e aulica all’attenzione al contesto, ai centri storici e l’architettura popolare, fino all’ambiente e al paesaggio come realizzazione corale delle popolazioni. Il paesaggio ha introdotto nel dibattito sul Patrimonio il tema del multiculturalismo e della diversità, nella analisi del bene culturale il concetto di evoluzione e cambiamento e nella strategia di conservazione la pratica della gestione. Si tratta di aspetti di grande interesse per la Cina, dove gli antichi villaggi e molti complessi architettonici contemporanei sono realizzati in base al Feng shui, letteralmente vento – acqua, teoria geomantica risalente a oltre 3000 anni fa. La tradizione vuole che le sue regole, che dettano una vera e propria teoria e codice del paesaggio e dell’organizzazione urbana e architettonica, siano state trascritte da Lao Tse e Confucio nel VI – V secolo a.C. nel I Ching, il Libro dei Mutamenti. L’opera, alla base della cultura cinese, è imperniata, come il suo stesso titolo indica, sulla mutazione ed evoluzione, e difficilmente la Cina avrebbe potuto accettare una teoria del patrimonio fondata su uno stretto principio di autenticità e una strategia museale. Si comprende, quindi, l’interesse per l’esperienza di Matera basata sulla nuova visione del paesaggio che esalta i processi di realizzazione, il sapere fare, le conoscenze tradizionali, la cultura come fattore di progresso e sposta l’interesse dal monumento alle genti. Il convegno, tenuto in due fasi successive una a Pechino l’altra a 1000 km più a Sud nella provincia di Xinxian nello Henan, dove sono stati riuniti oltre 300 sindaci ed amministratori, e il dato che in Cina 40 milioni di persone vivono in abitazioni sotterranee, fa pensare che l’intenzione di seguire l’esperienza di recupero di Matera sia concreta. Questo grande paese, dalle svolte e sperimentazioni socio economiche coraggiose, è solito dibattere temi del più lontano passato come argomenti di attualità e trasmettere messaggi tramite i simboli. La località scelta per la seconda fase del convegno Xinxian è collocata proprio nel centro geografico della Cina ed è celebre perché da qui è partita la rivoluzione cinese. E’ quindi il luogo simbolico di tutti i mutamenti.