Kunming, Cina. Appello di Pietro Laureano al XVI Congresso dell’Unione Mondiale degli Antropologi contro l’esodo dai centri storici e la distruzione delle culture nomadi e oasiane.

4000 antropologi di tutto il mondo si sono riuniti dal 27 al 31 luglio a Kunming, nella Cina occidentale per dibattere su umanità, sviluppo e diversità culturale. Nella sessione scientifica organizzata dal professor Yoshiito Shimada dell’Università’ di Nagoya in Giappone, Pietro Laureano direttore di IPOGEA Centro Internazionale delle Conoscenze Tradizionali ha presentato una relazione sulle tecniche tradizionali di gestione dell’acqua nelle zone aride Afro-Euroasiatiche. La sessione di studio ha messo in luce come le conoscenze tradizionali dei popoli che hanno dovuto affrontare penuria idrica ed aridità costituiscono un serbatoio straordinario di soluzioni tecniche e saperi utili a fronteggiare il riscaldamento climatico e i processi di desertificazione. Queste conoscenze hanno dimostrato la loro stilita in diverse aree del mondo come in Cina dove tecniche tradizionali di creazioni di dune artificiali sono utilizzate per bloccare l’insabbiamento di interi villaggi; in Nepal, dove con la costruzione di muri di pietra si contrasta lo scioglimento di ghiacciai; in Etiopia, con l’uso di drenaggi e sistemi di acqua piovana per fronteggiare la siccità; nel Sahara algerino, con il restauro delle Foggara’ che permettono di produrre acqua nel deserto più arido utilizzando microflussi sotterranei di condensazione; nei paesi mediterranei con la riproposizione dei muri di pietra a secco per bloccare l’erosione dei pendii e il dissesto idrogeologico.

Queste conoscenze sono messe in pericolo dalla distruzione delle culture locali dovute alle migrazioni ed esodi forzati e provocate da modelli di sviluppo imposti. In Cina ogni anno 10.000.000 di persone lasciano gli ambienti nomadi e rurali per alimentare una ipertrofica crescita urbana. Il Panel ha lanciato un appello particolare contro l’uso di tematiche archeologiche e di imperativi di sviluppo per motivare l’esodo forzato di popolazioni. Infatti, nonostante le lezioni emblematiche di Petra in Giordania e di Matera nel Sud-Italia, continuano in tutto il mondo politiche di trasferimento forzato di popolazioni da luoghi storici portatori di conoscenze tradizionali presidio di protezione ambientale. Kashagar e i villaggi minacciati dalla diga Delle Tre Gole in Cina come anche Gurma in Egitto, rasa al suolo per fare spazio a ricerche archeologiche, sono le situazioni emblematiche di piu’ recente attualità.

Ma grandi preoccupazioni destano le politiche di sviluppo della citta’ storica di Lalibela in Etiopia, e la diffusione di progetti di restauro monumentale e la salvaguardia archeologica costosi, pesanti e non gestibili localmente come le coperture dei templi Megalitici di Malta e dell’antico Teatro di Cipro.

Il Panel intende rivolgersi all’Unesco per realizzare intorno a queste tematiche una carta etica per l’intervento su i monumenti i siti ed i luoghi che ponga al primo posto le conoscenze e i diritti delle popolazioni locali.