Articolo di euronews.com

Splendeva il sole su Matera nel suo giorno più importante. In città si respirava aria di festa fin dalle prime ore del mattino. Il 19 gennaio è cominciato l’anno d’oro per la città dei Sassi, dove nelle prossime 48 settimane sono attesi oltre un milione di visitatori.

La cerimonia è stata un successo senza paragoni: gli organizzatori hanno reso noto che la città ha avuto la maggiore copertura mediatica di qualsiasi altra capitale della cultura europea prima d’ora.

Una festa cominciata con lo spettacolo delle 54 bande che hanno suonato l’Inno alla Gioia. 2019 musicisti dall’Italia e dall’Europa per creare una musica sola.

Mentre le autorità si dedicavano alle celebrazioni ufficiali, le bande sono tornate nei Sassi, dove la festa è proseguita fino a tarda notte.

Un grande concerto diretto dal Maestro Stefano Bollani ha aperto gli eventi della sera. “L’idea della banda mi è piaciuta molto – ci ha detto Bollani -, perché la banda è quell’organismo in cui tutti suonano per il piacere di suonare. Raramente sono dei professionisti come nelle orchestre sinfoniche, quindi non essendo per loro un lavoro, ci possono mettere più gioia di tutti. Possono divertirsi e fare una cosa tutti insieme che ha l’unico scopo di fare bella musica”.

Come approfittare al meglio della grande offerta culturale nei prossimi 12 mesi? Risponde il Presidente della Fondazione Matera 2019, Salvatore Adduce: “In qualunque momento si decida di venire a Matera, non sarà neppure necessario informarsi, sicuramente si potrà fare qualcosa, si potrà partecipare a qualcosa, soprattutto se si ha l’accortezza di prenotare attraverso il nostro sito il passaporto dell’abitante temporaneo, con il quale si potrà accedere per tutti i 12 mesi a tutte le iniziative che noi organizziamo”.

Il passaporto costa 19 euro che vanno a finanziare le attività di Matera 2019. È un vero e proprio diario dove annotare impressioni e riflessioni . Il passaporto più creativo vincerà un viaggio a Galway, capitale della cultura europea 2020.

Un esempio di ciò che si troverà a Matera è la mostra Ars Excavandi che ci riporta indietro fino alla preistoria per scoprire le origini delle città rupestri. Una mostra che racconta, nella descrizione che ce ne fa il curatore Pietro Laureano, “Il timore dei luoghi, la paura e la bellezza nello stesso tempo, il fascino e anche l’orrore, il lavoro umano e la creazione splendida di una civiltà in simbiosi con la natura”.

“Mater(i)a P(i)etra – spiega Solito – è un viaggio, un itinerario, un dialogo ideale tra due rock city, due sorelle di pietra, di sabbia, di silenzi, di vertigini: Matera e Petra”.

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